Le parole della mente: depressione

Georges SEURAT-Ingresso al porto, Honfleur, 1886

Georges SEURAT-Ingresso al porto, Honfleur, 1886

“La depressione è una paralisi dell’azione, una malattia della volontà, una volontà di malattia.

I soffi di malinconia che sentivo da bambino, passando davanti a un giardinetto recluso e abbandonato fra due palazzi di città, sono diventati la grande depressione di oggi.

La disperazione occupa; è un lavoro che riempie. E’ molto diversa dalla noia; è un sentimento che vuole il suo porto, come una passione, una fantasia. La mia è una disperazione personalistica, riguarda me, non il pianeta, non dispero del mondo, dispero di me nel mondo.

I giorni della disperazione mentre si vivono non si possono scrivere, quando si sono vissuti non si possono ricordare.

Quando amerò il mattino?

Forse il momento più difficile della giornata è il radersi. E’ l’inizio pragmatico della coscienza da cui rifuggo.

La guarigione sono le gambe che desiderano uscire dal letto, il radersi quale una piccola operazione di passaggio e non la scalata di una montagna.

Che cosa si deve fare quando arriva la disperazione? Permettersela.

Non ho tempo di annoiarmi perché sono occupato o dal soffrire o dallo star meglio: due attività che necessitano di una continua manutenzione.

Si ha orrore soprattutto della stanza da bagno dove comincia la giornata della coscienza.

Nella malattia nervosa il paziente è sempre corresponsabile della sua malattia. E’ malato e vuole esserlo.

Si può sovente raggiungere un acme depressivo nella stanza da bagno.

Il depresso è impermeabile alle migliori notizie. Certe mattine lo svegliarsi è ideologicamente inconcepibile.”

(O. Ottieri – Diari)

Annunci

Blog Stats

  • 72.523 hits
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: