#VoltaPagina: al prossimo capitolo ci sono proprio tutti i tuoi desideri ;-)

“Follia è fare sempre la stessa cosa attendendosi risultati diversi” (Albert Einstein)

Come puoi ottenere risultati migliori se fai sempre le stesse cose? Cioè, se ti comporti sempre allo stesso modo, per esempio ripetendo le tue reazioni, le tue abitudini, oppure rimanendo legato/a a convinzioni infondate? Per esempio, se ti schermi dietro il tuo carattere e quello degli altri? Per esempio, se trovi alibi e scuse che ti bloccano o boicottano il tuo cammino?

Il cambiamento, il desiderio e la realizzazione di progetti, coinvolgono funzioni psicologiche, problemi e reazioni emotive che seguono andamenti significativi che lo psicologo può facilitare

#VoltaPagina, cambia qualcosa, apri il dialogo, individua i tuoi schemi, le tue convinzioni, incomincia a definire un tuo punto di forza.

Non devi fare tutto da solo! In questo percorso, lo psicologo è un alleato dei tuoi desideri e dei tuoi progetti.

#VoltaPagina, ri-scopri  la tua creatività, riprendi il controllo della tua vita!

Maternità

  Marc Chagall - Maternità , 1913

Marc Chagall – Maternità , 1913

La dolce notte estiva è lacerata

da un unico, lunghissimo lamento.

Gli zii, le zie, il nuovo padre gridano

L’chaim (*), alla vita.

Alzano i bicchieri brillanti di acquavite;

sarà forse un mercante di aringhe come il padre,

o, come il nonno e lo zio, un violinista.

Che il suo nome sia una benedizione.

Accanto a sé la madre tiene il bimbo.

“Che sia sempre felice del suo lavoro”.

Incapace ancora di vedere, il neonato

sente il profumo dei colori lì accanto:

il blu cobalto degli occhi della madre,

il rosa del suo collo,

il nero pece dei suoi capelli,

il bianco del suo latte.

(Jane Yolen)

Scrittrice per l’infanzia, vive tra il Massachusetts e la Scozia, oggi considerata l’Hans Christian Andersen d’America per il notevole contributo dato alla letteratura.

(*) L’chaim: il più noto brindisi ebraico, che significa “Alla vita”

Il piacere

Il piacere è un canto di libertà,
Ma non è la libertà.
È la fioritura dei vostri desideri,
Ma non è il loro frutto.
È un richiamo profondo verso una vetta,
Ma non è il fondo né il culmine.
È l’ingabbiato che prende il volo,
Ma non è spazio racchiuso.
Oh sì, il piacere è realmente un canto di libertà.
E io vorrei che lo cantaste a cuore aperto; ma non vorrei vedervi
perdere il cuore nel cantarlo.
Alcuni giovani tra voi cercano il piacere come se fosse tutto, e sono
giudicati e biasimati.
Non li giudicherei e biasimerei. Io vorrei che cercassero.
Perché troveranno il piacere, ma non questo soltanto.
Il piacere ha sette fratelli, e il minore di essi è più bello che il
piacere.
Avete udito dell’uomo che, scavando la terra in cerca di radici,
trovò un tesoro?
E alcuni anziani ricordano i piaceri con rimorso, come errori
commessi in stato di ubriachezza.
Ma il rimorso offusca la mente, non la purga.
Dovrebbero invece ricordarli con gratitudine, come il raccolto di
un’estate.
Ma se il rimorso li conforta, lasciate che si confortino.
E poi ci sono coloro che non sono né giovani per cercare né vecchi
per rammentare;
E temendo di cercare e rammentare, fuggono tutti i piaceri per non
trascurare o offendere lo spirito.
Ma anche nella rinuncia trovano il loro piacere.
E così anch’essi trovano un tesoro, benché cercassero radici con
mani tremanti.
Ma ditemi, chi può offendere lo spirito?
Può l’usignolo offendere il silenzio della notte, o la lucciola le
stelle?
E può la vostra fiamma o il vostro fumo opprimere il vento?
Credete che lo spirito sia un immobile stagno che potete turbare
con un bastone?
Spesso, negandovi al piacere, non fate che ammucchiare il desiderio
nel fondo buio del vostro essere.
Chissà che non vi attenda domani, quello che oggi appare
omesso?
Anche il corpo conosce il suo retaggio e i suoi giusti bisogni e
volontà non devono essere ingannati.
Il corpo è l’arpa dell’anima,
E dipende da voi trarne musica dolce oppure suoni confusi.
. . . . .
E ora chiedete a voi stessi: “Come distinguerò ciò che è buono nel
piacere, da ciò che non è buono?”.
Andate per i campi e nei giardini, e imparerete che il piacere
dell’ape è nel raccogliere il miele dal fiore,
Ma che anche il piacere del fiore è nel concedere all’ape il proprio
miele.
Perché un fiore per l’ape è una fonte di vita,
E l’ape per il fiore un messaggero d’amore,
E a tutti e due, ape e fiore, dare e ricevere piacere è un bisogno e
un’estasi….. siate nei vostri piaceri come i fiori e le api.

(K. Gibran)

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