Racconto di alcune sedute di psicoterapia: elaborando un lutto

di Maria Grazia Letizia  

(Luglio-ottobre 1996)

Nell'acqua salata

La mia ipotesi sulla salvezza è che essa non sia una via a senso unico o giocata su una sola dimensione. Può essere considerata come un avvenimento, una condizione in cui per salvarsi bisogna fermarsi, come in una stazione ed attendere.

Certo, sei nero/a dentro! Ma anche ti senti come se fossi di plastica e senti il vuoto, il nulla che ti avvolge e ti lega da testa a piedi come sarebbe con una grossa fune.

Divieni stremato dalla fatica di stare ed essere nel nulla e presto sei immerso in un bagno di lacrime, di acqua salata. Liberarti è veramente arduo!

Tuttavia  “(…) esso [il sale] rappresenta il principio femminile di Eros, che mette tutto in relazione [..] Accanto al suo umidore lunare e alla sua natura terrestre, le proprietà più evidenti del sale sono il sapore Amaro e la Saggezza.

Il sale in quanto portatore di questa fatale alternativa, è coordinato con la natura della donna.[..]Una conferma della nostra interpretazione del sale come Eros (cioè come rapporto di sentimento) è data dal fatto che il sapore amaro è l’origine dei colori” (cit. Carl Gustav Jung, Opere)

E così, è chiaro perché, a poco a poco, la tua sensibilità ti sarà restituita dagli odori e dagli aromi prima pungenti, amari e speziati poi, a scala, verso la dolcezza (aromaterapia).

E cammini e vivi come hai sempre fatto, ma questo richiede più forza: con lo stesso passo, la stessa voce, lo stesso sguardo … ma ti devi impegnare affinché non si veda (o quasi) la differenza!

Ma no, non è più lo stesso! La vita non può essere trascinata con una forzatura, una finzione, una forma per gli altri. Chiaro che ogni regola è messa in discussione e deve misurarsi con questa dimensione.

Le regole sono per l’uomo e la sua vita, oppure la vita e l’uomo per le regole?

Fermati e ascolta!

Poi, dalla pelle ed attraverso di essa, ti salvano le sensazioni: il calore del contatto fisico, umano e sensuale , dove trovi ristoro,  e recuperi energia allo stato puro. Poi, i colori, ma prima i suoni e ti salva la musica che è solo tua perché la componi improvvisando o ricercandola liberamente, accostando le melodie esterne compatibili con lo stato interiore! (musicoterapia)

Ora che hai ri-scoperto le emozioni, il nero che hai dentro, si può trasformare, con il rosso del tuo stesso sangue, in marrone e poi con gli altri umori ricomponi  la scala cromatica, dall’arancio, fino al verde, al blu,  al giallo, ecc.. (cromoterapia)

Se non hai allucinazioni, a volte arrivano pensieri e sogni allucinanti, con immagini da fotografare e filmare per sempre nella memoria. E, di nuovo, si colora il tuo sguardo sul mondo … e scopri che sei innamorato/a già da un po’ e sembra impossibile. Un’ amore impossibile, imprevisto, un dono caduto dal cielo. Ora puoi scrivere i tuoi sogni (prosa o poesia) in un diario e leggere ogni libro a cui puoi accostarti.

I miei diari

Eros ripara sempre quello che Thanatos  distrugge!

Ma in tutto questo processo non vai avanti da solo/a: tutto ciò sarebbe impossibile! Sei guidato/a dall’interno e vai avanti, cammini senza tabelle di marcia, seguendo immancabilmente l’intuito. Accenni tentativi, movimenti, risposte, spostamenti. Ti ribelli, accetti, cadi, piangi, ti disperi, urli. Poi ti rialzi e cammini, sei qualche passo più avanti ma anche più in alto. E ancora, ancora e ancora!

Ed ecco che ritrovi il tuo spirito, l’umorismo e l’ironia che a poco a poco allenta la stretta della fune che ti avvolge. Sei sopravvissuto e ti puoi permettere le sfide e le provocazioni. Respiri e vivi con una tale energia di fuoco che potresti dire: “se incontrassi il diavolo gli chiederei se vuole accendere!!”, ma anche incontrando per strada un gatto nero: “Altolà, bello! Se attraversi la mia strada vai giù stecchito sul colpo!” Così, riscopri il puro gioco, il divertimento e le risate di fronte ai fatti assurdi e paradossali che emergono nella vita quotidiana.

Già non piangi più, sei fuori dal bagno di lacrime, all’asciutto, ferma a quella stazione ed aspetti ma non sai cosa, infatti aspetti “qualcuno” ma non lo sai ancora!

Sembrava l’uscita dal tunnel ma un giorno il tuo corpo improvvisamente sembra andare in mille pezzi e pensi “ecco questa è la pazzia!”, puoi quasi contarne le parti che … a sorpresa, già respiri meglio, finisci di tremare e ti senti tutto/a intero/a come non mai.

La fune, ormai asciutta, a cui ti eri abituato/a e che non sentivi più, ecco che si è srotolata ai tuoi piedi e ti liberi come da  “un cordone ombelicale”.

Ora  dalla terra, attraverso i piedi e le gambe, riprendi nuova energia che nutre e riempie il tuo corpo e ti muovi e senti che quel qualcuno che aspettavi sei proprio tu che puoi ancora vivere con pienezza la tua vita.

percorso

Madreblu – La vera entità

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Il rituale dei nomadi

Quando ci sentiamo stressati a volte viviamo in modo schiacciante questa situazione e risulta difficile uscirne perchè non riusciamo a quantificarla e metterla in relazione a “quello che manca” per recuperare uno stato di … rinnovato benessere.

Se pensiamo alla vita faticosa e complessa dei nomadi dell’Arabia o del territorio sahariano, da quando questi luoghi sono diventati desertici, la vita dell’uomo vi si è organizzata in maniera nomade ma comunque ricercando sempre la base per soddisfare i tre grandi bisogni per vivere: l’ acqua, l’erba e il sale. Con questi elementi la famiglia nomade diviene autosufficiente, perché può vivere del latte e della carne degli animali che essa stessa alleva. La vita nomade sulle grandi distanze, fra le oasi sahariane, si svolge spostandosi lentamente, camminando per diversi giorni e trasportando il necessario. Ma le soste di riposo sono regolari. Anche se non ci si lava per giorni e giorni.

Quella dei nomadi è una vita faticosa ma a contatto con le esigenze naturali del corpo e della sua energia. E perciò, quando ci si ferma in un oasi dove le fonti di acqua lo permettono, tutta la “carovana” si prende cura del proprio corpo con veri e propri rituali rigeneranti.

Nella cultura europea questo contatto naturale e rigenerante con il proprio corpo oggi è sempre più spesso demandato ai centri di benessere e ai centri Spa (Salus per Aquam): oasi nel deserto della quotidianeità!?

Il deserto della nostra quotidianeità che ci fa  inaridire: per qualcuno è rappresentato dalla routine, dalle tensioni, dai conflitti, dalle maschere indossate per svolgere ruoli lontani dal nostro sè più autentico. Ogni tanto la “fuga” in un’oasi ci permette di rigenerarci.

E, nella propria vita cosa non ci permette di uscire regolarmente dalla sedentarietà? Perchè, in alcuni periodi della vita o in alcune condizioni, è così difficile ritagliare del tempo per prendersi cura del proprio corpo e di se stessi? Ognuno ha le sue particolari risposte.

Il rituale dei nomadi è un percorso di benessere che aiuta a lenire stress e tensioni e ragala un momento di profondo relax psicofisico.

Questo rituale è svolto “a quattro mani” da due operatori e si svolge in alcuni centri benessere in un ambiente accogliente e riscaldato dalla musica e da un soffitto di luce soffusa per la cromoterapia: verde relax, blu armonia, rosso energia.

In relax su un lettino, il rituale incomincia con un massaggio di contatto ad entrambe le mani, dito per dito con olio all’arancia dolce. Prosegue con un peeling di tutto il corpo all’albicocca o con sapone nero e contemporaneamente con la pulizia del viso. Segue una doccia tiepida (in poszione distesa, in quest’ambiente, dopo tanto tempo essere lavati è veramente un’esperienza di piacevole abbandono) per eliminare lo strato corneo della pelle che così riacquista nuova vitalità, morbidezza e luminosità. Infine, la digitopressione dei piedi e un massaggio rilassante di tutto il corpo con olio tiepido all’ambra e maschera al miele per il viso.

Sempre di sottofondo profumi, musica e relax, ora sotto una leggerissima copertina che regala un dolce tepore.

75 minuti di coccole e vero benessere.

Consiglio: provate a regalarvi più spesso una cura di questo tipo nell’intimità della vostra casa! 

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