E le mamme chi le aiuta?

 

 

Da molti anni la mia passione per la cucina, nata in Calabria e sviluppatasi nel Lazio (e con altre regioni italiane: Emilia Romagna e Toscana sopratutto), sì è incontrata  con molte riviste specializzate e divulgative di ricette, per menù scelti su come mangiare piatti originali, più o meno elaborati, ma sempre composti con ingredienti genuini e prodotti locali. Tutti i viaggi all’estero, in particolare quelli in Francia, in Spagna, in Olanda, in Austria, a Cipro, in Germania e in Polonia, mi hanno permesso di acquisire una buona quantità di conoscenze (p. es. sulle tecniche di cottura e sull’accostamento dei diversi alimenti) su piatti tipici ed internazionali che, a seconda delle esigenze, ho integrato nella mia cucina di tutti i giorni.

Già da circa 10 anni seguo su Gambero Rosso Channel (411 SKY) i cuochi e la loro personale filosofia in cucina, ma il mio cuoco preferito è Jamie Oliver! Per me è stata una pura gioia vederlo non solo cucinare, ma anche parlare di tutto ciò che precede la preparazione di un piatto. Dalla sua gestualità, dai suoi modi, dal modo in cui tratta alimenti e cibo (usando anche le mani per mescolare) traspare una grande disinvoltura, creatività, fantasia e spesso semplicità. E’ bellissimo vederlo muoversi tra la produzione del suo orto, i fornelli e la tavola sempre attorniata di amici, allievi e colleghi. Ispirarsi a lui per stare tra i fornelli è stata un’autentica rivoluzione piena di gioia, eccitazione, piacere! E, vedere per credere, provate a seguire  “Jamie at home” o “Jamie’s kitchen Australia” (tutti i giorni alle 14 ed alle 21).

Ma all’arrivo dei miei due figli, questo modo di stare in cucina è stato messo alla prova sopratutto per la necessità di conciliare la necessità di colazioni, pranzi, merende e cene equilibrati e stabili per nutrienti secondo l’età ed i bisogni della crescita; i differenti orari di frequenza della scuola da parte dei miei figli (attualmente uno frequenta la scuola media inferiore e l’altro la scuola superiore);  il mio lavoro (part time) e sopratutto il lavoro a tempo pieno di mio marito che gli lascia lo spazio per la famiglia solo nelle ore serali e nei week end.

Pur ricorrendo all’aiuto di una collaboratrice domestica qualche volta alla settimana, a cui delego i lavori più pesanti della casa, il mio tempo dopo il lavoro è quasi sempre preso dalla spesa e dalla cucina. Questi ritmi, con gli anni mi hanno fatto mettere un pò da parte la fantasia a favore della quantità e qualità dell’alimentazione. Anche l’organizzazione della cucina è stata più volte rivista spostando la preparazione del pranzo del giorno dopo per i ragazzi ora alla sera precedente ora al mattino all’alba. E’ stato difficile mantenere stabile l’ organizzazione delle attività di cucina con preparazioni di piatti da congelare dato che, in questo modo, il fine settimana si trasformava sempre più spesso in un sovraccarico di fatiche per tutta la famiglia. Già logorante, dopo una settimana di studio e lavoro, dover sostenere i figli nei compiti scolastici per il lunedì!  Ma perchè 40-30 ore di scuola più 2-3 ore ogni pomeriggio non bastano per l’apprendimento? Ma la scuola italiana sarebbe un altro capitolo!

Il mio ultimo fine settimana, a parte l’alzata tardi del sabato, una passeggiata di mezz’ora, un’ora per e-mail e altri contatti, è volato pensando sopratutto alla nutrizione della famiglia per una parte della settimana successiva: spesa settimanale e organizzazione di frigo e dispensa; due lavatrici di bucato steso e ripiegato (in parte in attesa di essere stirato); due chili d’uva (la prima di quella da tavola prodotta a Frascati e ricevuta in regalo) fatta marmellata; un chilo di pomodoro S. Marzano sbollentato e passato al setaccio (per sughi o altro); due chili di verdura lavata e cotta per comporre in meno tempo minestroni o contorni; un arrosto cotto al  tegame e affettato; un dolce per le merende. E poi? Naturalmente preparazione di colazione, pranzo e cena per ogni giorno del week-end!

Ora che i ragazzi si sono appassionati al giardinaggio aiutano il papà nella cura delle siepi e nella pulizia del giardino e travasano le piante più facili.

Può essere così ogni fine settimana? Può essere così dall’inizio alla fine dell’anno scolastico? E’ chiaro che no!

E le mamme chi le aiuta quando non ci sono zie/zii, nonni/nonne e amiche/amici intorno? Ecco perchè l’equilibrio della famiglia nucleare è qualcosa di molto delicato che dipende sopratutto dall’esperienza e maturità della donna, dalla sua capacità di accettare ed assumersi i ruoli relativi alla “protezione” e “nutrizione” della famiglia; ma anche sopratutto dalla disponibilità e flessibilità dell’uomo a sostenere e collaborare alla vita quotidiana della famiglia. E poi è ovvio, nutrire è solo uno dei veicoli per il nutrimento affettivo! Esso si completa con il gioco, gli svaghi, i piaceri, la leggerezza e le amenità che stemperano il tenore delle responsabilità. Ma quanto tempo e spazio ha questa seconda parte?

Soddisfatti i bisogni primari, c’è tutto il lavoro che le madri e i padri svolgono per risolvere i problemi dei figli.  Per affrontare  i momenti di crisi più comuni – la depressione post partum, i primi distacchi, la scolarizzazione, le paure per l’età adolescenziale e i conflitti con il corpo – e le difficoltà legate invece a condizioni specifiche, come l’adozione, la disabilità, la migrazione, la separazione dei genitori.

Un sostegno di tipo psicologico – spesso con caratteristiche diverse da una terapia vera e propria, più breve, diluito nel tempo, mirato a particolari situazioni – risulta fondamentale per molte famiglie che altrimenti, da sole, rischierebbero di aggravare il disagio. Si tratta di interventi in apparenza semplici – svolti individualmente, il più delle volte, all’interno di un gruppo, “contenitore” dei desideri e delle paure che risultano preziosi dal punto di vista collettivo, sociale e da quello del benessere psichico sia dei piccoli sia di chi li circonda e se ne prende cura. Altre volte il sostegno può essere rivolto alla coppia o a tutta la famiglia per valorizzarne le risorse e l’autostima.

B I B L I O G R A F I A

Berto F., Scalari P., Adesso basta. Ascoltami! Educare i ragazzi al rispetto delle regole, La Meridiana

Damilano Bo N., Menzolini P., E’ l’Ora dei Compiti! Come svolgerli con metodo, autonomia e creatività, Urra Edizioni, 2011

Diffenbaugh V., Il linguaggio segreto dei fiori, Garzanti 2011 (Romanzo)

Gordon T., Genitori efficaci. Educare figli responsabili, La Meridiana, 1997

Gordon T., Relazioni efficaci. Come costruirle, come non pregiudicarle, La Meridiana 2005

Gordon T., Insegnanti efficaci. Pratiche educative per insegnanti, genitori e studenti, Giunti Editore, 2009

Marcoli A., E le mamme chi le aiuta? Come la psicologia può venire in soccorso dei genitori (e dei loro figli), Mondadori, 2009

Miliotti A.G., Ci vuole un Paese. Adozione e ricerca delle origini. Testimonianze e strumenti per un viaggio possibile, Franco Angeli, 2011

Miscioscia D., Ri-svegliare la scuola. Quando la scuola incrocia l’adolescenza, La Meridiana, 2011

Neill A.S., I ragazzi felici di Summerhill. L’esperienza della scuola non repressiva più famosa del mondo, Red Edizioni

 

 

 

 

 

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