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La formazione sistemico-relazionale per gli assistenti domiciliari e gli operatori sociali nel Servizio Unico-Biennio 2006-2008

“La vita è l’arte di arrangiare tutti gli strumenti del tuo essere in un’orchestra. Sicuramente, ogni individuo avrà la sua canzone e la sua musica, ma questo è quello che rende ricca la vita, che rende questa terra di un valore immenso. Ciascuno sta contribuendo a suo modo alla sua bellezza, alla sua armonia.”  (Osho-From Bondage to Freedom)

 

1. Premessa: l’analisi dei bisogni

Considerando che il Servizio di assistenza alle persone si compie attraverso la relazione d’aiuto prevalentemente nello spazio di vita personale dell’utente, è importante che gli operatori accrescano la loro consapevolezza  circa il significato e valore del loro ruolo per l’efficacia  del loro intervento e per la comunicazione di un’immagine affidabile, competente e di qualità della Cooperativa che eroga i Servizi. E’ importante che essi verifichino che la loro scelta professionale rispecchi reali motivazioni d’integrazione personale, relazionale e sociale.

Le principali finalità che oggi la Cooperativa intende raggiungere con i suoi Servizi, sono notevoli e complesse :

   raccogliere e valutare i bisogni delle persone accordandoli con le direttive e con le possibilità dell’Ente Pubblico attraverso le azioni delle proprie figure professionali, che, per mezzo di una formazione continua, modulano il loro operato per offrire la risposta più adeguata;

   migliorare la vita sociale e favorire l’organizzazione ed il sano sviluppo dell’identità personale e dell’unità psicofisica, nel rispetto della particolarità di ciascuno;

   creare modelli di servizio che coinvolgano tutte le parti interessate ed estendere la propria azione alle aree del disagio;

   creare reti sociali e di solidarietà in grado di attivare maggiori risorse per una migliore efficacia nell’intervento sociale;

     collaborare con soggetti pubblici, privati e con altre realtà del terzo settore con l’obiettivo di rafforzare  le azioni di solidarietà

   Orientare e favorire l’iniziativa per lo sviluppo del contesto sociale, attraverso un processo formativo continuo.

Risulta quindi coerente e consequenziale, avviare percorsi di formazione in grado di aggiornare  gli operatori sui nuovi obiettivi e sui risultati da essi attesi nell’erogazione del Servizio.

In tal senso la Riorganizzazione del S.U. tuttora in corso,va sviluppata nella direzione degli obiettivi prima menzionati ed espressi nel  Sistema di Qualità attraverso le seguenti dimensioni:

      pianificazione

      azione

      controllo/verifica

      ri-modulazione e miglioramento continuo 

2. Obiettivi generali

L’intervento formativo vuole pertanto avere come risultati i seguenti obiettivi generali:

Ø  Conoscenza  e corretto utilizzo del mansionario da parte dell’operatore sociale in relazione ai Servizi di Assistenza Domiciliare e scolastica della Cooperativa Cecilia  relativamente alle richieste dell’utenza e della  Committenza (Contratti, P.I.I, Piani Operativi del Servizio);

Ø  Capacità di individuare competenze e limiti dell’operatore sociale nell’erogazione dei Servizi SAISH e SAISA (consapevolezza e gestione delle responsabilità);

Ø  Prevenire il burn-out;

Ø  Collocazione dell’operatore sociale all’interno del percorso metodologico rispetto alle modalità di erogazione e di organizzazione del S.U.;

Ø  Conoscenza e corretto utilizzo dei principi dell’etica e nello specifico della deontologia professionale;

Ø  Consapevolezza del contesto di erogazione del Servizio e capacità di porre in atto relazioni adeguate con l’utente e i suoi familiari (sviluppare capacità di  lettura, ascolto, autosservazione e mediazione);

Ø  Saper lavorare in gruppo;

Ø  Conoscere le principali patologie degli utenti

Ø  Saper riconoscere ed intervenire nelle emergenze

 3. Obiettivi specifici (contenuti)

        Lo sviluppo del self professionale  dell’operatore domiciliare e sociale

       La relazione d’aiuto in riferimento alle principali patologie

       L’operatore all’interno delle relazioni familiari

       L’operatore all’interno dei contesti istituzionali

       L’operatore a confronto con il disagio nei vari contesti: invecchiamento, handicap, psicopatologia, emarginazione, ecc.

       Il ciclo vitale della famiglia

       Problemi nelle famiglie con handicap

       L’anziano e la sua famiglia

       Stress familiare e sua gestione

       Il problem – solving come processo e metodo di soluzione dei problemi

       La comunicazione efficace

       Le emozioni dell’operatore e utilizzo funzionale nella relazione d’aiuto

       Autostima e auto-empowerment

       Principi di deontologia professionale

       Formazione al lavoro in gruppo

       La legislazione dei servizi sociali ed il Welfare State

 4. Struttura del corso

4.1. Spazi, luogo, orario, ecc.

La formazione sarà organizzata in giornate, prevalentemente di sabato, con moduli di quattro ore.

Si propone una durata biennale del presente progetto (2006-2008) al fine di poter trattare in maniera completa le prima citate tematiche fondamentali, nonché proporre ai partecipanti tempi di apprendimento, approfondimento e generalizzazione nell’esperienza lavorativa sul campo di quanto verificato con l’intervento formativo.

 4.2. Calendario/Programma

Il  Programma ed il relativo Calendario saranno specificati in seguito all’approvazione del presente progetto da parte della Direzione della Cooperativa e sarà realizzato nel periodo Ottobre 2006- Giugno 2007 e Ottobre 2007- Giugno 2008.

 4.3. Figure professionali docenti della formazione

– Assistente sociale

– Psicologo

– Altri esperti: legge 626/95, legge privacy, ecc.

– Docenti ed esperti esterni 

4.4. Metodologia

Gli argomenti saranno trattati attraverso:

–          lezioni teorico-pratico

–          circle time

–          esercitazioni pratiche sui casi

–          simulate e giochi role-playing

–          discussione di filmati

 4.5. Strumenti

–          Lavagna a fogli mobili

–          Lavagna luminosa

–          Televisore con DVD e videoregistratore

–          Cancelleria

 4.6. Materiali

Ai partecipanti al corso saranno distribuiti:

–          dispense

–          bibliografia

 4.7. Modalità di partecipazione alla formazione

Da concordare 

5. Monitoraggio e verifica

Sarà importante ricordare che, in relazione al Sistema di Qualità avviato in Cooperativa e ad i suoi Processi, il ciclo di questo progetto di formazione dovrà prevedere le seguenti fasi di definizione/pianificazione/verifica attraverso la valutazione ex-ante (fissare gli obiettivi corrispondenti ai bisogni delle persone), la valutazione in itinere (monitoraggio riguardante il corretto svolgimento del percorso formativo), la valutazione ex-post (ossia valutare/verificare se il progetto ha raggiunto gli obiettivi prefissati).

Sempre in riferimento al Sistema di Qualità, la complessità dell’intervento formativo ha perciò suggerito, già in fase di progettazione, un allestimento della verifica e della valutazione adeguato sia alla dimensione che alla qualità dell’azione formativa. L’impianto di valutazione adottato, mutuato dall’ampia letteratura esistente in materia di valutazione formativa (vedi bibliografia) individua due principali ambiti di indagine:

·         i partecipanti: apprendimento, reazioni, cambiamenti, grado di soddisfazione;

·         l’azione formativa nel suo complesso.

Poiché la valutazione è essa stessa un’azione di apprendimento, i percorsi valutativi che la sostanzieranno hanno lo scopo di potenziare l’apprendimento, arricchire l’analisi dei bisogni, acquisire informazioni di feedback che consentano ai formatori di svolgere al meglio le attività formative.

Alle azioni di valutazione-verifica si affiancheranno quelle di monitoraggio del processo formativo con lo scopo di identificare le eventuali variabili impreviste durante la realizzazione del processo stesso, fornendo simultaneamente le possibili soluzioni.

Tale monitoraggio sarà effettuato attraverso l’ osservazione diretta dei Responsabili di Settore che hanno condotto la formazione e dai Responsabili d’Area Disabili e Anziani nei seguenti momenti e spazi lavorativi con gli operatori: riunioni di Unità di Base, piccoli gruppi per la discussione di casi particolari, counseling individuale, ecc..

 Il progetto potrà anche prevedere la costruzione di una griglia di contenuti qualitativi e quantitativi per un monitoraggio interno-esternonella gestione e attuazione del percorso formativo:

·         schede sintetiche quale prodotto di autovalutazione della soddisfazione degli operatori rispetto al proprio lavoro e per la rilevazione della dimensione motivazionale individuale, delle aspettative individuali e di gruppo, delle competenze professionali acquisite precedenti al corso (valutazione ex ante);

·         questionario ad hoc che verrà somministrato periodicamente per valutare la soddisfazione e l’utilità degli incontri con feedback degli operatori coinvolti nel percorso di formazione a cui viene messo a disposizione il nostro intervento (valutazione in itinere);

·         verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi programmati, discussione delle eventuali difficoltà incontrate e degli aggiustamenti da introdurre (valutazione ex post).

La valutazione del prodotto, ossia dei risultati ottenuti – rispondendo ai requisiti richiesti – intende verificare ed attribuire valore ai cambiamenti intervenuti:

·         sulla struttura conoscitiva: saperi e conoscenze;

·         sugli atteggiamenti professionali: saper fare e abilità;

·         sui comportamenti professionali: saper essere.

 5.1. La valutazione dell’apprendimento

La valutazione dell’apprendimento è particolarmente complessa e poco standardizzabile.

L’attività valutativa è un tentativo di analizzare quanto e come i partecipanti si sono appropriati dei contenuti trasmessi dal corso, ossia in che misura hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.

L’apprendimento comprende diversi aspetti: conoscenze teoriche; abilità pratiche; capacità logiche; atteggiamenti e comportamenti interpersonali.

Pertanto, nella valutazione dell’apprendimento si prevedono tre tipi di indagine che riguardano:

·         apprendimento di conoscenze;

·         apprendimento di abilità;

·         cambiamento dello stile relazionale.

5.1a. Descrizione

·         Apprendimento di conoscenze: l’obiettivo del corso è divulgare un insieme di conoscenze relative allo specifico professionale precedentemente analizzato. La valutazione dell’apprendimento delle conoscenze ha l’obiettivo di definire quali e quante delle informazioni che ci si era proposti di trasmettere sono state effettivamente recepite. Ogni formatore impegnato nelle attività di docenza metterà a punto opportuni strumenti di misurazione, sotto forma di questionari, che dovranno essere in grado di riprodurre i principali elementi costituenti il set di informazioni trasmesse. La somministrazione di tali questionari consentirà di misurare l’efficacia del progetto in termini di apprendimento. Ogni docente potrà strutturare il/i questionari secondo vari metodi di risposta (per esempio: aperta, scelta binaria -si/no o vero/falso-, scelta multipla, etc.).

·         Apprendimento di abilità: sarà condotta attraverso il confronto di dati raccolti all’inizio ed al termine di ogni segmento significativo del corso, così da misurare i risultati in funzione dello scarto emergente. La tecnica di misurazione utilizzata è l’osservazione diretta e costante dei progressivi miglioramenti di capacità 

·         riscontrabili nei partecipanti durante l’intero arco di svolgimento del corso, unitamente a prove oggettive, performance nelle esercitazioni, impiego di questionari di valutazione.

·         Cambiamento nello stile relazionale: E’ affidato al gruppo di partecipanti, sotto la guida e la supervisione del docente, valutare i cambiamenti di ognuno, sia a livello di relazioni interpersonali, che sul piano dell’acquisizione di comportamenti propri della figura professionale oggetto di formazione. Le tecniche adottate sono le seguenti:

1.    Valutazione delle aspettative: i partecipanti al corso quali fruitori immediati dell’intervento formativo, sviluppano delle aspettative nei confronti dell’esperienza che stanno per affrontare. Tali aspettative influenzano solitamente gli atteggiamenti e le reazioni che i soggetti manifestano durante l’iter formativo. Le aspettative verso il corso, la cui conoscenza può essere utile anche ai fini di una più esatta valutazione dei risultati dell’apprendimento.

2.    Scale di reazione: le reazioni si riferiscono alle più diverse sensazioni e impressioni che segnano l’esperienza formativa, così come ciascun partecipante le vive nel momento stesso in cui hanno luogo. Attraverso la compilazione delle scale di reazione si cercherà di ottenere valutazioni “hic et nunc” in particolari momenti del corso, sulle varie unità didattiche, su alcune esercitazioni/simulazioni o alla trattazione di argomenti emotivamente coinvolgenti.

3.    Il questionario di valutazione a fine corso: il questionario di gradimento finale è uno strumento di valutazione che si utilizzerà al termine del corso, ossia quando i partecipanti avranno la possibilità di prendere in considerazione l’esperienza nella globalità. Tale questionario sarà articolato su domande che riguarderanno l’intero corso e/o parti di esso, metodi didattici, contenuti, strumentazione, ecc.

 BIBLIOGRAFIA

1.    AA.VV., Gruppo di lavoro, lavoro di gruppo, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1992.

2.    A.I.F. (a cura di), Professione formazione, Franco Angeli, Milano, 1991.

3.   ARGYRIS C., Superare le difese organizzative, Raffaello Cortina Editore,Milano, 1994.

4.    BLANDINO G., GRANIERI B., La disponibilità ad apprendere,  Raffaello Cortina, Milano, 1995.

5.    CAPRANICO S., Role playing, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1997.

6.    CASTAGNA M., Esercitazioni, casi e questionari. Come insegnare agli adulti conoscenze e capacità, Franco Angeli, Milano, 2001.

7.    CASTAGNA M., Role playing, autocasi ed esercitazioni psicosociali. Come insegnare comportamenti interpersonali, Franco Angeli, Milano, 2001.

8.    CASTAGNA M., Progettare la formazione,Franco Angeli, Milano, 2004.

9.    CASULA C., I porcospini di Schopenauer. Come progettare e condurre un gruppo di formazione per adulti, Franco Angeli, Milano, 2001.

10. DE SARIO P., Il facilitatore dei gruppi. Guida pratica per la facilitazione esperta in azienda e nel sociale, Franco Angeli, Milano, 2006.

11. LEVRERO A., La qualità nei servizi per i disabili, Ed Tannini, 2001.

12. MACCHIETTI S.S. (a cura di), Formazione e professioni educative, Bulzoni, Roma, 2001.

13. MEMIN C., Comprendere la persona anziana, Elledici, Torino, 2002.

14. (a cura di) Partenariato Egual Mo.re., La formazione non basta. Servizi e reti per l’adattabilità degli adulti nelle aziende e nei territori, Franco Angeli, Milano, 2006.

15. PRANDELLI C. (a cura di), Il nursing alla persona anziana. Demenze e malattie di Parkinson: procedure, linee guida e protocolli, Carocci, Roma 2004.

16. QUAGLINO P., La vita organizzativa. Difese, collusioni, ostilità nelle relazioni di lavoro, Raffaello Cortina, Milano, 2004.

17. QUAGLINO G. P., Il processo di formazione. Scritti di formazione 1981-2005, Franco Angeli, Milano, 2005.

18. RAGO E., L’arte della formazione. Metafore della formazione esperenziale, Franco Angeli, Milano, 2006.

19. ROTONDI M., Facilitare l’apprendere. Modi e percorsi per una formazione di qualità, Franco Angeli, Milano, 2000.

20. WATZLAVICK P., WEAKLANDL., FISCH R., Change. Sulla formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio, Roma, 1974.

21. (a cura di ) WEIZSACKER E.& C., “Come vivere con gli errori? Il valore evolutivo degli errori” in  CERUTI, LASZLO, Phisis: abitare la terra, Feltrinelli, Milano, 1998.

Roma, 12 Giugno 2006

Dott.ssa M. Grazia Letizia

con la collaborazione delle Responsabili di settore del S.U. 

Un progetto di formazione mai visto!

Un vero sogno ad occhi aperti!

Protetto: Piano di lavoro per i tirocini post-lauream degli psicologi

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Una sinergia tra la teoria e la pratica …

Editoriale

di M. G. L.

Questo primo numero della Newsletter  esce con alcuni contributi  del gruppo di lavoro che ha condiviso una breve esperienza di 48 ore di formazione professionale (interna alla Cooperativa) con l’intento di  “Costruire il ruolo di operatore educativo” per l’avvio del primo Servizio di riabilitazione psicosociale a soggetti disabili in età evolutiva: Centro di laboratori integrati I.RI.D.A.E.

I principali articoli riguardano alcuni modelli teorici che proponiamo per la lettura di realtà che nel nostro lavoro  incontriamo quotidianamente: la famiglia, il disabile, la crescita, la comunicazione, ecc. Altri pezzi presentano, con la complicità dell’estate appena trascorsa, una prospettiva più approfondita di argomenti solitamente dati per scontati, definiti una volta per tutti: le funzioni del linguaggio, gli stimoli della musica, il valore delle attività ricreative, degli hobbies e dei piaceri tratti dai divertimenti.

I nostri sforzi sono stati diretti a raccogliere alcune esperienze importanti e/o difficili, a trovarvi i significati per affrontare la realtà in modo da migliorare la comprensione delle cose e perciò  riuscire ad evolverci in modo creativo/generativo.

Questa volta vorremmo invitare i lettori a notare, nella vita di tutti i giorni, nel proprio piccolo mondo, come la realtà è fatta di aspetti concreti e pratici che non siamo i primi a vivere e perciò neanche i soli. Vorremmo destare il vostro interesse a mettere in pratica, a cercare d’organizzare le idee e le teorie che spesso molti isolano nel campo delle astrazioni, quasi fossero illogici ed assurdi prodotti dell’umanità. Vorremmo risvegliare la vostra fiducia nelle comprovate esperienze di altri che da queste sono riusciti ad astrarre significati generali (concetti, pensieri, ipotesi) come succo da un frutto.

Vorremmo comunicarvi che questa fiducia può riuscire a rafforzarvi il coraggio per intraprendere la strada dei vostri sogni, dei desideri … ad incominciare da questa realtà.

Oggi, gli elementi distintivi che differenziano il lavoro della Cooperativa sono: la capacità  imprenditoriale e quella innovativa di realizzare  “servizi alla persona” che migliorino la qualità della vita, senza scopi di lucro, ossia senza speculazione e massimo profitto . Quest’ obiettivo si può ottenere con la consapevolezza e sapiente unione di alcune attitudini e capacità dei singoli individui (ciò che definiamo sinergia). Imprenditorialità e innovazione sono simbolicamente archetipi, ossia primi modelli di prova, esemplari, legati a elementi quali: da un lato, autonomia, talento, ingegno, ideazione, guida; dall’altro, fantasia, ispirazione, rinnovamento, crescita – nutrimento, dedizione e cura. Indissolubile e armonioso intreccio di qualità maschili e femminili, di amorevolezza paterna e materna che, per chi affronta con passione la vita, e come per tutti i casi di generatività, trasforma la realtà in un futuro che talvolta può essere soltanto sognato e sperato, prim’ancora che scoperto e conosciuto.

in DiapasoNews, n. 1, giugno 2000

La conduzione del gruppo di Musicoterapia d’ascolto: dalla teoria alla pratica

Intervista di M.G.L. sull’esperienza di  Stefano Soriani (psicologo tirocinante)

Il mio approccio come psicologo tirocinante con i gruppi di musicoterapia d’ascolto nasce essenzialmente come osservazione. Il ruolo d’osservatore ha inevitabilmente costruito uno “specchio” su cui confrontare la teoria della MTA con la realtà pratica.

In questo modo il mio ruolo si è definito sempre più dettagliatamente grazie all’interazione con il contesto e con i bisogni che il gruppo manifestava.

Le mie funzioni sono state create dai bisogni che gli operatori mostravano ai quali da soli non potevano superare perché totalmente o quasi assorbiti dal rapporto 1: 1 con gli utenti disabili.

Si è cominciato a lavorare in primo luogo per la definizione di un setting preciso, costante, che scandisse in modo chiaro le fasi del programma di musicoterapia, fino alla percezione della mia presenza come referente esterno alla coppia operatore/utente, ma allo stesso tempo immerso nel gruppo stesso.

Ho riscontrato l’effetto del setting sia negli utenti, che acquisivano sicurezza nell’attività e il riconoscimento di un ambiente “buono”, sia negli operatori che si sono trovati in situazioni sempre più controllabili e di conseguenza – grazie anche alla loro sensibilità – più produttive.

Pochi iniziali incoraggiamenti verbali sono serviti per massimizzare il lavoro dei volenterosi operatori nella stimolazione e nell’attenzione sul proprio utente, specialmente nella parte più attiva del programma, quella motoria, laddove i progressi ottenuti sono stati a volte inaspettati.

L’ efficacia più rilevante del programma può essere attribuita alla sempre maggiore armonizzazione instaurata tra operatore e utente e tra operatori stessi che hanno favorito le condizioni di rilassamento e benessere già insite nell’attività. Queste qualità sono state sperimentate da me empaticamente e così posso dire che, in modo circolare, la mia presenza ha dato un significato all’attività di MTA  ed il gruppo un valore al mio ruolo. In questo processo di continua crescita di tutto il gruppo – me compreso – è stata raggiunta una qualità di lavoro sempre migliore.

da DiapasoNews n. 0/marzo 2000 

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