Il maschile e il femminile nella donna di oggi

Botticelli (1482) - Zefiro e Clori, particolare de La nascita di Venere

Botticelli (1482) – Zefiro e Clori, particolare de La nascita di Venere

Lo psicoanalista Carl Gustav Jung ( già nel 1927), prendendo in considerazione la psicologia dell’uomo e della donna, ha scoperto l’esistenza di una componente femminile nell’inconscio dell’uomo e di una maschile nell’inconscio della donna. Ha chiamato Anima e Animus queste manifestazioni psichiche dell’altro, destinato a compensare e completare il mondo e la coscienza. Maschile e femminile coesistono sia nella donna che nell’uomo.

L’ Anima del figlio corrisponde all’ Eros materno, l’Animus della figlia al Logos paterno: ogni personalità è compensata da un inconscio di segno opposto.

L’Anima dà alla coscienza maschile possibilità di stabilire relazioni affettive e amorose, invece l’Animus offre alla coscienza femminile capacità di riflessione e di decisione. Per la prima volta, dunque, la donna viene posta in un piano paritario con l’uomo, dove il suo essere diversa non è interpretato come “inferiorità costituzionale”, con un chiaro significato di dipendenza.

Dunque, lo sviluppo della personalità avviene attraverso la nascita di una sintesi nuova, equilibrata ed armoniosa, nata dal conflitto tra Logos e Eros, maschile e femminile, che è il frutto ignoto e insospettabile del loro incontro.

Oggi, tuttavia, sembra che, quando la donna cerca di ritrovarsi come persona, essere pensante, questo tentativo debba essere strumentalizzato per fini maschili, in modo da essere di nuovo capace di piacere invece che essere. L’uomo da sempre è stato stimato e ammirato per quello che sapeva fare o pensare, non per la sua bellezza, la donna invece ha sempre dovuto offrire una bella immagine di sé, fine a se stessa.

Sembra che il principale conflitto della donna di oggi consista nell’esigenza di realizzare il suo maschile interiore, senza però perdere o svalutare il femminile cosciente. La donna ha bisogno di diventare sempre più cosciente dell’Animus, per differenziarsi dai modelli della nostra civiltà patriarcale e divenire un soggetto capace di realizzazione attiva e creativa : “sapere ciò che si vuole e fare il necessario per ottenerlo”.

Una frase di Carl Gustav Jung descrive e unisce il senso femminile e maschile: “la donna racchiude nella sua oscurità il sole della coscienza maschile, che sorge bambino dal mare notturno dell’inconscio e vecchio, vi affonda di nuovo. Essa aggiunge l’oscurità alla luce, significa lo hieros gamos (= matrimonio sacro!!) degli opposti e concilia la natura con lo spirito”.

In ultima analisi, in tutti noi, uomini e donne, esistono due intelligenze complementari, una mente logica e una mente intuitiva, una regge l’altra e la saggezza consiste nel sapersene servire simultaneamente.

per continuare l’ approfondimento:

Silvia Di Lorenzo, La donna e la sua ombra, Edizioni Liguori, 2001

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Franco
    Feb 06, 2014 @ 14:25:50

    Non si può cambiare un lato senza modificare l’altro. Sento tanto parlare di donne ed il maschile, ma se non ci aiutiamo vicendevolmente e promuoviamo solo il cambiamento della donna senza coinvolgere l’uomo ad entrare in contatto con il suo femminile creiamo una guerra di posizione in cui il maschio si sente minacciato e reagisce…
    Cambiermo veramente quando ci incontreremo, non ci scontreremo!

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