Studi sui sistemi umani: ciò che non vediamo della famiglia, dei gruppi, delle comunità

comunity

La psicologia sistemica è un campo di ipotesi e ricerche che, nel tentativo di superare l’ottica centrata esclusivamente sull’individuo tipica della psicologia tradizionale, fa riferimento alla teoria generale dei sistemi di Ludwig von Bertalanffy e alla cibernetica per lo studio della comunicazione umana.
Gli autori che hanno fondato questo orientamento, a partire dalla fine degli anni ’50 al Mental Research Institute di Palo Alto sono Paul Watzlawick e Gregory Bateson.
L’approccio sistemico ha raggiunto una concezione più ampia rispetto a quella meccanicistica, basata sull’idea cartesiana che il mondo microscopico fosse più semplice di quello macroscopico e che questo potesse essere spiegato con un’infinita conoscenza dei dettagli.
I contributi per la definizione della psicologia sistemica arrivano dagli studi di biologia e astro fisica e nella fattispecie:
1. in meccanica celeste, lo studio del comportamento dinamico di tre punti materiali che si attraggono secondo la legge di gravitazione universale;
2. lo stabilirsi dei principi dì indeterminazione in fisica, come proposto per la prima volta nel 1927 da Heisenberg;
3. il ruolo teoricamente centrale dell’osservatore
hanno portato alla necessità di sviluppare nuovi approcci rinunciando a quello meccanicista-deterministico, dimostratosi inefficace ma ancora usato nel ragionamento comune.
Lo sviluppo, invece, di modelli concettualmente autonomi da implicazioni lineari, tra il livello micro e quello macro, è un approccio adottato dalla scienza moderna come principio in quanto adeguato ai problemi e non come rinuncia per difficoltà tecniche o teoriche. L’accrescimento della disponibilità di dettagli non si trasforma di per sé in cultura o conoscenza. Così le ultime ricerche in ogni campo della scienza hanno evidenziato come, nei più diversi fenomeni, dall’andamento dei mercati allo sviluppo di epidemie, dai problemi ambientali al traffico urbano, ecc., sia necessario un approccio che analizzi non solo i singoli elementi, ma l’intera realtà generata dall’interazione di tutti i componenti del sistema.
Questo metodo di analisi è stato descritto in un saggio pubblicato nel 1969: La Teoria generale dei sistemi del biologo austriaco Ludwig von Bertalanffy.

Struttura e organizzazione di un sistema in rapporto alla sua funzione

Von Bertalanffy formula, negli anni ’40 la sua teoria dei sistemi e propone la distinzione fra schema di organizzazione di un sistema e struttura fisica del sistema stesso. Lo schema di organizzazione che caratterizza tutti i sistemi viventi è lo schema a rete al quale il neurofisiologo Humberto Maturana ha dedicato la formulazione del concetto di autopoiesi. Secondo Maturana, i sistemi viventi sono sistemi autopoietici in quanto la loro organizzazione interna è una rete che produce e ri-produce continuamente se stessa.
A livello del suo schema di organizzazione (a livello cioè, autopoietico), il sistema vivente si ordina e si comporta secondo processi autonomi di autoorganizzazione, non determinati da influssi ambientali, e perciò il sistema è chiuso e autonomo.
A livello della sua struttura (a livello, cioè, delle componenti fisiche del sistema), poiché il sistema vivente interagisce continuamente con l’ambiente, scambiando con esso materia ed energia e trasformandosi, di conseguenza, sulla base di processi metabolici e di sviluppo, il sistema è aperto.
Grazie alla coerente integrazione di chiusura e di apertura all’ambiente e cioè alla particolare coesistenza di permanenza e cambiamento, ciascun sistema vivente, ha modo di conservare la propria unità identitaria, nonostante vada incontro a continui mutamenti fisici, per effetto dell’azione dell’ambiente esterno.
L’idea di chiusura organizzazionale, avanzata dalla teoria di sistemi, si è rivelata ricca di implicazioni, tanto nel campo delle scienze neurologiche quanto nel campo epistemologico e filosofico.
La teoria generale dei sistemi, elaborata dall’epistemologo Ludwig von Bertalanffy e arricchitasi degli apporti di molteplici discipline (cibernetica, psicologia, biologia, tecniche dei sistemi meccanici ecc.), ha avuto profonde ripercussioni in ambito sociologico, dando vita ad approcci che vanno dal neofunzionalismo di Niklas Luhmann alla teoria strategica e sistemica dell’organizzazione di Michel Crozier ed Erhard Friedberg alla teoria dello scambio di George C. Homans, Peter Blau e Richard Emerson.

Il mondo ed il sistema sociale: la mediazione della complessità interminabile

reti

La teoria generale dei sistemi ricorre al concetto matematico di funzione cioè alla relazione di interdipendenza tra variabili diverse sulla base del quale essa esamina i rapporti che vengono a stabilirsi di fatto tra gli elementi diversi del sistema considerato. Col termine sistema si intende una realtà complessa i cui elementi interagiscono reciprocamente, secondo un modello di circolarità in base al quale ogni elemento condiziona l’altro ed è da esso a sua volta condizionato.
Il significato di ogni situazione o evento, non va pertanto ricercato nel singolo elemento quanto nel sistema di relazioni in cui esso è inserito.
Va inoltre notato che, diversamente dalla prospettiva funzionalista, che considerava il sistema sociale come unità già data, nella teoria dei sistemi si ritiene che il sistema derivi da un processo di selezione messo in atto dall’osservatore che, in base ai propri interessi scientifici, prende in considerazione determinati elementi e non altri.
Il sistema non va pertanto inteso come qualcosa che esiste nella realtà, quanto piuttosto come un’elaborazione teorica, sulla cui base è possibile rendere ragione di determinati fenomeni.
La considerazione dei fenomeni nel loro reciproco rapportarsi fa sì che i sistemi non siano qualcosa di statico, ma in costante evoluzione (o involuzione) dinamica.
Va notato che tale dinamica è particolarmente presente nei sistemi in cui sono più frequenti le relazioni con l’ambiente circostante (sistemi aperti).
Le nuove istanze che via via si presentano nell’ambiente danno origine a variazioni dinamiche che tendono a riportare l’insieme a una situazione di nuovo equilibrio.
Secondo il sociologo Niklas Luhmann, tanto il sistema che l’ambiente vanno intesi come parte determinata di una complessità indeterminabile: il mondo.
È questo l’insieme delle illimitate possibilità, che come tale non può mai essere circoscritto e che comprende sia l’ambiente (l’insieme delle possibilità determinabili presenti in una situazione concreta), sia il sistema, (prodotto determinato, costituitosi in base all’effettiva selezione di alcune delle possibilità determinabili dell’ambiente e alla negazione di quasi tutte le altre).
Il sistema sociale serve a mediare il rapporto uomo-mondo, altrimenti reso estremamente difficoltoso dalla complessità del mondo stesso. Il sistema sociale infatti semplifica la complessità, innanzi tutto stabilendo una differenza tra un dentro e un fuori, e quindi strutturando il proprio ambito di senso.
Si formano così, all’interno del mondo, come delle isole a complessità ridotta: i sottosistemi sociali, il cui grado di complessità varia secondo lo sviluppo e la capacità di selezione e di organizzazione strutturale dei sistemi stessi.
Dato che i sistemi sociali si costituiscono in base a un senso condiviso, l’analisi dei processi comunicativi è essenziale per la comprensione di tutti i fenomeni nei sistemi viventi sociali: la famiglia, la scuola, la classe dei docenti, la classe dei discenti, ecc. ecc.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

• Ludwig von Bertalanffy La teoria generale dei sistemi, Mondadori collana Oscar saggi – 2004
• Niklas Luhmann, Teoria della società o tecnologia sociale, Milano, ETAS Kompass, 1973
• Niklas Luhmann, Illuminismo sociologico, Milano, Il Saggiatore, 1983
• Niklas Luhmann, Struttura della società e semantica. Roma-Bari, Laterza, 1983
• Niklas Luhmann, Sistemi sociali. Fondamenti di una teoria generale, Bologna, Il Mulino, 1990
• Niklas Luhmann, Funzione della religione, Brescia, morcelliana, 1991
• Niklas Luhmann, La realtà dei mass media, Milano, Franco Angeli, 2000
• Niklas Luhmann, La fiducia, Bologna, Il Mulino, 2002
• Niklas Luhmann, Il paradigma perduto, Roma, Meltemi, 2005
• Niklas Luhmann, Amore con passione, Milano, Mondadori, 2006
• Niklas Luhmann, Potere e complessità sociale, Il Saggiatore Tascabili, 2010
• Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin e Don D. Jackson Pragmatica della comunicazione umana: studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi Astrolabio, 1971
• Paul Watzlawick Change: la formazione e la soluzione dei problemi Astrolabio 1974
• Paul Watzlawick La realtà della realtà. Confusione, disinformazione, comunicazione Astrolabio 1976
• Gregory Bateson Verso un’ecologia della mente Adelphi
• Maturana H., Autocoscienza e Realtà, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1993
Insieme a Francisco Varela:
• Maturana, H.R., Varela, F.J., 1985, Autopoiesi e cognizione. La realizzazione del vivente, Venezia, Marsilio 1980
• Maturana, H.R., Varela, F.J., 1987, L’albero della conoscenza, Milano, Garzanti 1984
• Maturana, H.R., Varela, F.J., 1992, Macchine ed esseri viventi, Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1972]
• Maturana, H.R, D’Avila, X., 2006, ” Emozioni e linguaggio in educazione e politica”, Milano, Eleuthera

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