L’abbraccio

Gustav Klimt – L’abbraccio, 1905

Per poter abbracciare dobbiamo aprire le nostre braccia e insieme anche il nostro cuore. Ci apriamo verso un altro essere, lo invitiamo a venire più vicino, nelle nostre braccia, nel nostro cuore.

Forse, anche l’altro aprirà le sue braccia e insieme il suo cuore. Anch’egli ci invita a venire più vicino, tra le sue braccia, nel suo cuore.

Alla fine entrambi si stringono e si abbracciano con intensità. Ma solo per poco, perchè da quell’abbraccio stretto ci dobbiamo sciogliere. L’abbraccio si deve allentare, deve lasciare a ognuno lo spazio nel quale potersi mettere in relazione anche con altre persone. Allora, interiormente, lasciamo aperte le nostre braccia e il cuore aperto a molti esseri umani, a tutti gli esseri umani e alla vita, all’esistenza, al tutto.

Questo è il vero grande abbraccio. Solo in esso il nostro intimo abbraccio può essere al sicuro e protetto.

In esso siamo collegati al tutto e insieme vicini, come pure lontani.

Continua la lettura in Bert Hellinger, Nella quiete e nella gratitudine, Accademia, 2007

Annunci

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. gabriella casari
    Mag 24, 2012 @ 18:55:30

    Sapresti spiegarmi l’opera “L’abbraccio” di Gustav Klimt? fare una specie di analisi?

    Rispondi

    • Maria Grazia Letizia
      Mag 25, 2012 @ 11:49:07

      Buongiorno Gabriella,
      grazie per la tua interessante domanda … ho scelto l’abbraccio di Klimt per l’articolo di psicologia che hai letto perchè secondo me ben rappresenta i contenuti che hai letto.
      Tuttavia, per un’analisi propriamente artistica del dipinto, mi piacerebbe prima studiare meglio l’Art Nouveau, lo Stile Liberty ed in particolare la tecnica del mosaico e perciò ti consiglio di effettuare una ricerca in tal senso. Se ti trovi a Roma, puoi anche visitare le sale dedicate a Gustave Klimt presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e di leggere qualcosa su:
      Argan, L’arte Moderna 1770/1970, 1970 Sansoni; e in Mary Hollingswrth, L’arte nella storia dell’uomo, 1997 Giunti.
      Mi piacerebbe condurre io stessa quest’interessante ricerca sull’ originale stile artistico di questo maestro che viene definito da Palma Bucarelli(in La Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 1973 Istituto Poligrafico dello Stato):
      “poetico per le immagini simboliche, musicale nella cadenza ritmica delle linee e nella sinfonia dei colori, minuziosa come un lavoro di oreficeria nel contesto delle lamelle d’oro e d’argento incastonate nella superficie dei colori che, trapassano dalla trasparenza di un velo alla vitrea durezza di uno smalto”.
      Buon lavoro!

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog Stats

  • 58,820 hits
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: