La responsabilità

James C. Christensen – The responsible women

Possiamo assumerci la responsabilità – in senso buono – per noi stessi e/o per gli altri, solo se ne siamo capaci. Così i figli possono assumersi la loro responsabilità solo quando sono adulti. (…) Quanta più responsabilità ci assumiamo, tanto più grande è la nostra reputazione, la nostra influenza e il nostro potere. Ma solo finchè la nostra responsabilità è utile agli altri, altrimenti facilmente diventiamo irresponsabili.
Talvolta ci assumiamo un’eccessiva responsabilità, sebbene non ci competa e non sia utile ad altri. Anche gli altri si assumono talvolta troppa responsabilità nei nostri riguardi, anche quando non compete loro e non è di utilità nè per loro nè per noi.

Altre volte attribuiamo agli altri la responsabilità che invece spetterebbe a noi, oppure ci aspettiamo che altri la assumano in vece nostra.

In tutti questi casi siamo come bambini.

La responsabilità di norma richiede una sfida, non ci possiamo più sottrarre.

Grazie ad essa cresciamo, siamo vincolati, ma anche liberi e indipendenti.

Per continuare la lettura:  Bert Hellinger, Nella quiete e nella gratitudine. In armonia con la vita, Accademia Edizioni, 2007

Dietro le cose

 
Dio parla a ciascuno solamente prima ch’egli sia creato,
poi va con lui silente nella notte.
 
Ma le parole, quelle prima dell’inizio di ciascuno,
le parole come nubi, sono queste:
Sospinto dal tuo intendere,
va’ fino al limite del tuo anelare;
dai a me una veste.
Dietro alle cose come incendio fatti grande,
sicché le loro ombre, diffuse,
coprano sempre me completamente.
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.
Non lasciare che da me tu sia diviso.
Vicina è la terra,
che vita è chiamata.
La riconoscerai
dalla sua solennità.
A me da’ la tua mano.
 

(Rainer Maria Rilke, Il libro d’ore, I, 59)

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