Riorganizzazione dei Servizi domiciliari (3)

Proposta per la realizzazione di un sistema condiviso ed efficace  di gestione del personale e per la riorganizzazione dei servizi (2009).

Facendo seguito alle mie comunicazioni del 20 ottobre 2008 e alla comunicazione del  24/12/2008, con la presente  intendo ribadire fattivamente la collaborazione alla ricerca di un modello condiviso ed efficace per la gestione del personale e dei servizi, utilizzando sia l’esperienza maturata nel  S.U. , sia la complessiva formazione personale e professionale.

Come si può intuire, la presente non può né vuole essere esaustiva di una proposta per un sistema poiché risulterebbe monolitica e poco aperta ai contributi degli altri soci e colleghi.

Invece, è mia intenzione per incominciare, comunicare alcuni principi e valori a cui il percorso di ridefinizione di quanto in oggetto si dovrebbe ispirare con il fine di migliorare e ri-motivare la cultura dei servizi , rendendo possibile la creazione di un progetto di mantenimento e sviluppo sostenibile della cooperativa stessa (Mission, Vision e Qualità dei servizi).

In sintesi, il mio contributo vuole mettere a fuoco la validità del lavoro basato su:

Ø  Lavoro di gruppo: gruppi strutturati secondo partecipanti  affini e non distanti che permetterebbero una migliore efficacia ed un risparmio economico che renderebbe possibile l’incentivazione del personale e la sua motivazione (es.: il gruppo dei  responsabili delle U.d. B. potrebbe condividere e gestire in toto le risorse umane del relativo servizio con l’affiancamento di una funzione amministrativa);

Ø  Leadership dei gruppi: la conduzione di tutti i gruppi deve essere assegnata con chiarezza ad un referente con competenza  ed obiettivi specifici (ruoli e funzioni chiari e definiti, possibilmente non sovrapposti!). Ciò prevede necessariamente il continuo rinforzo, in tutte le azioni, delle dimensioni di condivisione ed efficacia;

Ø  Ascolto delle persone e cura delle relazioni secondo il principio della valorizzazione delle attitudini personali e dell’esperienza lavorativa. Ciò consente implicitamente (in modo interiorizzato) il sostegno dell’assunzione di responsabilità a tutti i livelli del personale;

Ø  Migliorare,  promuovere e monitorare la comunicazione fra i diversi servizi: creare sinergie, individuare aree per la progettazione, ecc.

Ø  Differenziazione di tutte le risposte professionali organizzabili in servizi alla comunità, rispetto all’assistenza domiciliare così come richiesto dai bandi (es.: servizi privati, assistenza domiciliare festivi e week end, turismo sociale e gruppi SAISH).

La realizzazione di questi principi teorico-pratici all’interno di un sistema condiviso ed efficace, comporta la creazione di un gruppo di lavoro con mandato, sia di gruppo che individuale, tale da dissipare ogni confusione su ruoli e responsabilità.

La formazione sistemico-relazionale per gli assistenti domiciliari e gli operatori sociali nel Servizio Unico-Biennio 2006-2008

“La vita è l’arte di arrangiare tutti gli strumenti del tuo essere in un’orchestra. Sicuramente, ogni individuo avrà la sua canzone e la sua musica, ma questo è quello che rende ricca la vita, che rende questa terra di un valore immenso. Ciascuno sta contribuendo a suo modo alla sua bellezza, alla sua armonia.”  (Osho-From Bondage to Freedom)

 

1. Premessa: l’analisi dei bisogni

Considerando che il Servizio di assistenza alle persone si compie attraverso la relazione d’aiuto prevalentemente nello spazio di vita personale dell’utente, è importante che gli operatori accrescano la loro consapevolezza  circa il significato e valore del loro ruolo per l’efficacia  del loro intervento e per la comunicazione di un’immagine affidabile, competente e di qualità della Cooperativa che eroga i Servizi. E’ importante che essi verifichino che la loro scelta professionale rispecchi reali motivazioni d’integrazione personale, relazionale e sociale.

Le principali finalità che oggi la Cooperativa intende raggiungere con i suoi Servizi, sono notevoli e complesse :

   raccogliere e valutare i bisogni delle persone accordandoli con le direttive e con le possibilità dell’Ente Pubblico attraverso le azioni delle proprie figure professionali, che, per mezzo di una formazione continua, modulano il loro operato per offrire la risposta più adeguata;

   migliorare la vita sociale e favorire l’organizzazione ed il sano sviluppo dell’identità personale e dell’unità psicofisica, nel rispetto della particolarità di ciascuno;

   creare modelli di servizio che coinvolgano tutte le parti interessate ed estendere la propria azione alle aree del disagio;

   creare reti sociali e di solidarietà in grado di attivare maggiori risorse per una migliore efficacia nell’intervento sociale;

     collaborare con soggetti pubblici, privati e con altre realtà del terzo settore con l’obiettivo di rafforzare  le azioni di solidarietà

   Orientare e favorire l’iniziativa per lo sviluppo del contesto sociale, attraverso un processo formativo continuo.

Risulta quindi coerente e consequenziale, avviare percorsi di formazione in grado di aggiornare  gli operatori sui nuovi obiettivi e sui risultati da essi attesi nell’erogazione del Servizio.

In tal senso la Riorganizzazione del S.U. tuttora in corso,va sviluppata nella direzione degli obiettivi prima menzionati ed espressi nel  Sistema di Qualità attraverso le seguenti dimensioni:

      pianificazione

      azione

      controllo/verifica

      ri-modulazione e miglioramento continuo 

2. Obiettivi generali

L’intervento formativo vuole pertanto avere come risultati i seguenti obiettivi generali:

Ø  Conoscenza  e corretto utilizzo del mansionario da parte dell’operatore sociale in relazione ai Servizi di Assistenza Domiciliare e scolastica della Cooperativa Cecilia  relativamente alle richieste dell’utenza e della  Committenza (Contratti, P.I.I, Piani Operativi del Servizio);

Ø  Capacità di individuare competenze e limiti dell’operatore sociale nell’erogazione dei Servizi SAISH e SAISA (consapevolezza e gestione delle responsabilità);

Ø  Prevenire il burn-out;

Ø  Collocazione dell’operatore sociale all’interno del percorso metodologico rispetto alle modalità di erogazione e di organizzazione del S.U.;

Ø  Conoscenza e corretto utilizzo dei principi dell’etica e nello specifico della deontologia professionale;

Ø  Consapevolezza del contesto di erogazione del Servizio e capacità di porre in atto relazioni adeguate con l’utente e i suoi familiari (sviluppare capacità di  lettura, ascolto, autosservazione e mediazione);

Ø  Saper lavorare in gruppo;

Ø  Conoscere le principali patologie degli utenti

Ø  Saper riconoscere ed intervenire nelle emergenze

 3. Obiettivi specifici (contenuti)

        Lo sviluppo del self professionale  dell’operatore domiciliare e sociale

       La relazione d’aiuto in riferimento alle principali patologie

       L’operatore all’interno delle relazioni familiari

       L’operatore all’interno dei contesti istituzionali

       L’operatore a confronto con il disagio nei vari contesti: invecchiamento, handicap, psicopatologia, emarginazione, ecc.

       Il ciclo vitale della famiglia

       Problemi nelle famiglie con handicap

       L’anziano e la sua famiglia

       Stress familiare e sua gestione

       Il problem – solving come processo e metodo di soluzione dei problemi

       La comunicazione efficace

       Le emozioni dell’operatore e utilizzo funzionale nella relazione d’aiuto

       Autostima e auto-empowerment

       Principi di deontologia professionale

       Formazione al lavoro in gruppo

       La legislazione dei servizi sociali ed il Welfare State

 4. Struttura del corso

4.1. Spazi, luogo, orario, ecc.

La formazione sarà organizzata in giornate, prevalentemente di sabato, con moduli di quattro ore.

Si propone una durata biennale del presente progetto (2006-2008) al fine di poter trattare in maniera completa le prima citate tematiche fondamentali, nonché proporre ai partecipanti tempi di apprendimento, approfondimento e generalizzazione nell’esperienza lavorativa sul campo di quanto verificato con l’intervento formativo.

 4.2. Calendario/Programma

Il  Programma ed il relativo Calendario saranno specificati in seguito all’approvazione del presente progetto da parte della Direzione della Cooperativa e sarà realizzato nel periodo Ottobre 2006- Giugno 2007 e Ottobre 2007- Giugno 2008.

 4.3. Figure professionali docenti della formazione

– Assistente sociale

– Psicologo

– Altri esperti: legge 626/95, legge privacy, ecc.

– Docenti ed esperti esterni 

4.4. Metodologia

Gli argomenti saranno trattati attraverso:

–          lezioni teorico-pratico

–          circle time

–          esercitazioni pratiche sui casi

–          simulate e giochi role-playing

–          discussione di filmati

 4.5. Strumenti

–          Lavagna a fogli mobili

–          Lavagna luminosa

–          Televisore con DVD e videoregistratore

–          Cancelleria

 4.6. Materiali

Ai partecipanti al corso saranno distribuiti:

–          dispense

–          bibliografia

 4.7. Modalità di partecipazione alla formazione

Da concordare 

5. Monitoraggio e verifica

Sarà importante ricordare che, in relazione al Sistema di Qualità avviato in Cooperativa e ad i suoi Processi, il ciclo di questo progetto di formazione dovrà prevedere le seguenti fasi di definizione/pianificazione/verifica attraverso la valutazione ex-ante (fissare gli obiettivi corrispondenti ai bisogni delle persone), la valutazione in itinere (monitoraggio riguardante il corretto svolgimento del percorso formativo), la valutazione ex-post (ossia valutare/verificare se il progetto ha raggiunto gli obiettivi prefissati).

Sempre in riferimento al Sistema di Qualità, la complessità dell’intervento formativo ha perciò suggerito, già in fase di progettazione, un allestimento della verifica e della valutazione adeguato sia alla dimensione che alla qualità dell’azione formativa. L’impianto di valutazione adottato, mutuato dall’ampia letteratura esistente in materia di valutazione formativa (vedi bibliografia) individua due principali ambiti di indagine:

·         i partecipanti: apprendimento, reazioni, cambiamenti, grado di soddisfazione;

·         l’azione formativa nel suo complesso.

Poiché la valutazione è essa stessa un’azione di apprendimento, i percorsi valutativi che la sostanzieranno hanno lo scopo di potenziare l’apprendimento, arricchire l’analisi dei bisogni, acquisire informazioni di feedback che consentano ai formatori di svolgere al meglio le attività formative.

Alle azioni di valutazione-verifica si affiancheranno quelle di monitoraggio del processo formativo con lo scopo di identificare le eventuali variabili impreviste durante la realizzazione del processo stesso, fornendo simultaneamente le possibili soluzioni.

Tale monitoraggio sarà effettuato attraverso l’ osservazione diretta dei Responsabili di Settore che hanno condotto la formazione e dai Responsabili d’Area Disabili e Anziani nei seguenti momenti e spazi lavorativi con gli operatori: riunioni di Unità di Base, piccoli gruppi per la discussione di casi particolari, counseling individuale, ecc..

 Il progetto potrà anche prevedere la costruzione di una griglia di contenuti qualitativi e quantitativi per un monitoraggio interno-esternonella gestione e attuazione del percorso formativo:

·         schede sintetiche quale prodotto di autovalutazione della soddisfazione degli operatori rispetto al proprio lavoro e per la rilevazione della dimensione motivazionale individuale, delle aspettative individuali e di gruppo, delle competenze professionali acquisite precedenti al corso (valutazione ex ante);

·         questionario ad hoc che verrà somministrato periodicamente per valutare la soddisfazione e l’utilità degli incontri con feedback degli operatori coinvolti nel percorso di formazione a cui viene messo a disposizione il nostro intervento (valutazione in itinere);

·         verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi programmati, discussione delle eventuali difficoltà incontrate e degli aggiustamenti da introdurre (valutazione ex post).

La valutazione del prodotto, ossia dei risultati ottenuti – rispondendo ai requisiti richiesti – intende verificare ed attribuire valore ai cambiamenti intervenuti:

·         sulla struttura conoscitiva: saperi e conoscenze;

·         sugli atteggiamenti professionali: saper fare e abilità;

·         sui comportamenti professionali: saper essere.

 5.1. La valutazione dell’apprendimento

La valutazione dell’apprendimento è particolarmente complessa e poco standardizzabile.

L’attività valutativa è un tentativo di analizzare quanto e come i partecipanti si sono appropriati dei contenuti trasmessi dal corso, ossia in che misura hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.

L’apprendimento comprende diversi aspetti: conoscenze teoriche; abilità pratiche; capacità logiche; atteggiamenti e comportamenti interpersonali.

Pertanto, nella valutazione dell’apprendimento si prevedono tre tipi di indagine che riguardano:

·         apprendimento di conoscenze;

·         apprendimento di abilità;

·         cambiamento dello stile relazionale.

5.1a. Descrizione

·         Apprendimento di conoscenze: l’obiettivo del corso è divulgare un insieme di conoscenze relative allo specifico professionale precedentemente analizzato. La valutazione dell’apprendimento delle conoscenze ha l’obiettivo di definire quali e quante delle informazioni che ci si era proposti di trasmettere sono state effettivamente recepite. Ogni formatore impegnato nelle attività di docenza metterà a punto opportuni strumenti di misurazione, sotto forma di questionari, che dovranno essere in grado di riprodurre i principali elementi costituenti il set di informazioni trasmesse. La somministrazione di tali questionari consentirà di misurare l’efficacia del progetto in termini di apprendimento. Ogni docente potrà strutturare il/i questionari secondo vari metodi di risposta (per esempio: aperta, scelta binaria -si/no o vero/falso-, scelta multipla, etc.).

·         Apprendimento di abilità: sarà condotta attraverso il confronto di dati raccolti all’inizio ed al termine di ogni segmento significativo del corso, così da misurare i risultati in funzione dello scarto emergente. La tecnica di misurazione utilizzata è l’osservazione diretta e costante dei progressivi miglioramenti di capacità 

·         riscontrabili nei partecipanti durante l’intero arco di svolgimento del corso, unitamente a prove oggettive, performance nelle esercitazioni, impiego di questionari di valutazione.

·         Cambiamento nello stile relazionale: E’ affidato al gruppo di partecipanti, sotto la guida e la supervisione del docente, valutare i cambiamenti di ognuno, sia a livello di relazioni interpersonali, che sul piano dell’acquisizione di comportamenti propri della figura professionale oggetto di formazione. Le tecniche adottate sono le seguenti:

1.    Valutazione delle aspettative: i partecipanti al corso quali fruitori immediati dell’intervento formativo, sviluppano delle aspettative nei confronti dell’esperienza che stanno per affrontare. Tali aspettative influenzano solitamente gli atteggiamenti e le reazioni che i soggetti manifestano durante l’iter formativo. Le aspettative verso il corso, la cui conoscenza può essere utile anche ai fini di una più esatta valutazione dei risultati dell’apprendimento.

2.    Scale di reazione: le reazioni si riferiscono alle più diverse sensazioni e impressioni che segnano l’esperienza formativa, così come ciascun partecipante le vive nel momento stesso in cui hanno luogo. Attraverso la compilazione delle scale di reazione si cercherà di ottenere valutazioni “hic et nunc” in particolari momenti del corso, sulle varie unità didattiche, su alcune esercitazioni/simulazioni o alla trattazione di argomenti emotivamente coinvolgenti.

3.    Il questionario di valutazione a fine corso: il questionario di gradimento finale è uno strumento di valutazione che si utilizzerà al termine del corso, ossia quando i partecipanti avranno la possibilità di prendere in considerazione l’esperienza nella globalità. Tale questionario sarà articolato su domande che riguarderanno l’intero corso e/o parti di esso, metodi didattici, contenuti, strumentazione, ecc.

 BIBLIOGRAFIA

1.    AA.VV., Gruppo di lavoro, lavoro di gruppo, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1992.

2.    A.I.F. (a cura di), Professione formazione, Franco Angeli, Milano, 1991.

3.   ARGYRIS C., Superare le difese organizzative, Raffaello Cortina Editore,Milano, 1994.

4.    BLANDINO G., GRANIERI B., La disponibilità ad apprendere,  Raffaello Cortina, Milano, 1995.

5.    CAPRANICO S., Role playing, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1997.

6.    CASTAGNA M., Esercitazioni, casi e questionari. Come insegnare agli adulti conoscenze e capacità, Franco Angeli, Milano, 2001.

7.    CASTAGNA M., Role playing, autocasi ed esercitazioni psicosociali. Come insegnare comportamenti interpersonali, Franco Angeli, Milano, 2001.

8.    CASTAGNA M., Progettare la formazione,Franco Angeli, Milano, 2004.

9.    CASULA C., I porcospini di Schopenauer. Come progettare e condurre un gruppo di formazione per adulti, Franco Angeli, Milano, 2001.

10. DE SARIO P., Il facilitatore dei gruppi. Guida pratica per la facilitazione esperta in azienda e nel sociale, Franco Angeli, Milano, 2006.

11. LEVRERO A., La qualità nei servizi per i disabili, Ed Tannini, 2001.

12. MACCHIETTI S.S. (a cura di), Formazione e professioni educative, Bulzoni, Roma, 2001.

13. MEMIN C., Comprendere la persona anziana, Elledici, Torino, 2002.

14. (a cura di) Partenariato Egual Mo.re., La formazione non basta. Servizi e reti per l’adattabilità degli adulti nelle aziende e nei territori, Franco Angeli, Milano, 2006.

15. PRANDELLI C. (a cura di), Il nursing alla persona anziana. Demenze e malattie di Parkinson: procedure, linee guida e protocolli, Carocci, Roma 2004.

16. QUAGLINO P., La vita organizzativa. Difese, collusioni, ostilità nelle relazioni di lavoro, Raffaello Cortina, Milano, 2004.

17. QUAGLINO G. P., Il processo di formazione. Scritti di formazione 1981-2005, Franco Angeli, Milano, 2005.

18. RAGO E., L’arte della formazione. Metafore della formazione esperenziale, Franco Angeli, Milano, 2006.

19. ROTONDI M., Facilitare l’apprendere. Modi e percorsi per una formazione di qualità, Franco Angeli, Milano, 2000.

20. WATZLAVICK P., WEAKLANDL., FISCH R., Change. Sulla formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio, Roma, 1974.

21. (a cura di ) WEIZSACKER E.& C., “Come vivere con gli errori? Il valore evolutivo degli errori” in  CERUTI, LASZLO, Phisis: abitare la terra, Feltrinelli, Milano, 1998.

Roma, 12 Giugno 2006

Dott.ssa M. Grazia Letizia

con la collaborazione delle Responsabili di settore del S.U. 

Un progetto di formazione mai visto!

Un vero sogno ad occhi aperti!

BAMBOLE KOKESHI

di Banana Yoshimoto

Io cerco dei vestiti che siano perfetti per me, ma non li trovo da nessuna parte;
 forme, tessuti e colori capaci di esprimere tutto quello che ho dentro;
vestiti che dicano che sono viva qui, in questo momento;
provo a mettere insieme tutte le immagini che conosco, ma non funziona  in questo paese, oggi, nemmeno i miei genitori riescono a trovarli.

Come una bambola kokeshi
come un uovo sodo senza il guscio
come un feto in attesa di venire alla luce
aspetto qualcosa
come un pulcino appena nato ancora bagnato
ho il presentimento delle cose liete e delle cose tristi
che stanno per accadere, neanche questo riesco a esprimere in parole, non ancora
ma mi batte il cuore, sono viva.

In questo paese, indipendentemente da dove si nasce
siamo pressati, incalzati, costretti in una forma
anche nella più remota campagna , è un susseguirsi di stradoni diritti e anonimi
ed enormi negozi di cattivo gusto
ma se guardo il verde delle montagne fitte di alberi mi vengono le lacrime agli occhi
una piccola cascata che mi sembra un giocattolo,
il colore grigio del mare tranquillo come un lago
amo questa natura delicata che c’è solo qui da noi.

Sono tempi in cui può accadere di tutto
si organizzano con grande impegno convegni in difesa degli uccellini
mentre i bambini uccidono i gatti;
la gente partecipa con gioia a un’antica festa popolare portando a spalle
il palanchino sacro, e intanto qualcuno mette il veleno nel cibo di tutti
molti dicono che non sanno più in cosa credere.

Forse non c’entra molto, ma c’è la madre di una mia amica che ha sempre le unghie perfettamente in ordine
la sua cucina, che non viene mai usata, è tutta scintillante
da loro si mangiano solo cibi comprati già pronti
in raffinati negozi di gastronomia
e pane francese che si fanno recapitare a casa appena sfornato
ma la mia amica è amata.

Mia madre è di famiglia contadina, la mia cucina è sempre schizzata di grasso
lei fa da mangiare riso bianco, tempura e verdure in salamoia, è una cuoca fantastica
anch’io sono amata.
Più che gli aspetti negativi delle differenze
conta la possibilità di coltivare l’amore e di capirsi l’uno con l’altro, la possibilità di crescere;
in quest’epoca che si muove vertiginosamente, non faccio che vedere gente,tante persone tutte diverse
e posso incontrarle senza paura, da qualunque posto vengano,qualunque sia il loro aspetto
seguendo l’istinto, abbandonando i pregiudizi
la nostra anima diventa sempre più meravigliosa.

Mi piace mangiare, prendermela comoda,
stare in salute,
essere approvata dagli altri, il denaro,
evitare di vedere le cose brutte,
ma non è per questo che vivo.
Per fare quello che mi interessa davvero
posso anche non mangiare, avere guai,
ammalarmi, essere criticata, restare senza un soldo,
vedere un sacco di cose bruttefa lo stesso.
Sono fiera di questa mia convinzione, per infantile che sia
vivere è vedere entrambi i lati delle cose,
non è mica roba da poco!
vorrei che tv e giornali smettessero di raccontare solo cose tristi in questo mio nuovo viaggio
che è ancora appena all’inizio.

Questa poesia  è stata pubblicata nel catalogo “Fabrica” di Oliviero Toscani per la campagna pubblicitaria Benetton, primavera/estate 1999. La traduzione dal giapponese è di Giorgio Amitrano.

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